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Versioni da Littera Litterae 2C

Pag+Num+ Titolo+Autore
15 Cicerone, eletto console, tiene un discorso in senato Cicerone
20 1 Il lupo e il capretto Fedro
21 3 Requisitoria contro Verre Cicerone
21 4 La stoltezza di re Mida Valerio Massimo
21 5 Gesù e il giovane ricco (Vangelo di Matteo)
29 1 Saggezza di famosi uomini del passato Valerio Massimo
30 2 Gli abitanti di Priverno diventano cittadini romani Valerio Massimo
30 3 Il giuramento antiromano di Annibale Cornelio Nepote
31 4 Il cursus honorum di Silla (Velleio Patercolo)
31 5 Un censimento degli Elvezi Cesare
32 6 Cicerone attende notizie da Attico Cicerone
32 7 Notizie sulla Britannia per la spedizione di Cesare Cesare
49 7 La grave corruzione della società romana Sallustio
53 Come il padrone tratta gli schiavi Columella
57 2 Alessandro ubriaco uccide un amico Giustino
61 1 La volpe e il lupo al tribunale della scimmia Fedro
62 2 Tre importanti re Assiri Ampelio
62 3 Il mondo è governato dagli dèi Cicerone
62 4 Trimalcione e i suoi schiavi Petronio
63 5 Le quattro fasi della storia di Roma Floro
64 7 La spedizione di Cesare in Britannia
85 La guerra di Cesare in Gallia Eutropio
89 1 L'amicizia, vera ricchezza Cicerone
90 2 L'agguato alle forche Caudine Livio
94 1 Vita e costume degli Unni Ammiano Marcellino
94 2 Profilo di Traiano
98 1 Dobbiamo imitare gli eroi della patria Cicerone
99 2 Per l'uomo apprendere è naturale Quintiliano
100 4 Il console Lucio Emilio Paolo muore a Canne Livio
100 5 Càstore e Pollùce salvano Roma
139 Alcibiade parte per Siracusa Cornelio Nepote
145 1 Un uomo veramente generoso Cornelio Nepote
146 2 Un uomo veramente ingrato Valerio Massimo
146 3 Tempestività d'azione delle truppe di Cesare Cesare
151 1 I Romani sbarcano in Britannia Cesare
152 2 Nessuna tregua per i Germani Cesare
152 3 Profilo di Temistocle Cornelio Nepote
152 4 Saggezza di Epaminonda Cornelio Nepote
153 5 Necessità dello svago Seneca
157 7 Che cos'è la libertà? Cicerone
159 La congiura di Catilina e le guerre civili Eutropio
167 1 Il senato dichiara guerra a Filippo di Macedonia Livio
168 2 Tre innocenti condannati a morte Seneca
169 3 Mitezza di Quinto Metello Valerio Massimo
169 4 Serse lascia la Grecia Cornelio Nepote
170 5 I segni dell'ira Seneca
170 6 Dàtame sfugge a un attentato del re Artaserse Cornelio Nepote
176 1 I Cartaginesi in Puglia Livio
179 2 La disfatta romana di Canne Livio
184 3 Le ragioni dei catilinari Sallustio
187 4 Verso la battaglia decisiva Sallustio
189 5 Lo scontro e la morte di Catilina (gennaio 62 a.C.) Sallustio
192 6 Gioia e dolore dei vincitori Sallustio
207 La straordinaria virtù di una moglie Plinio il Giovane
212 1 Un uomo energico Cornelio Nepote
213 2 Cesare progetta il passaggio del Reno Cesare
213 3 Cabria muore da eroe Cornelio Nepote
213 4 La fine di Pausania Cornelio Nepote
214 5 Uno schiavo governa la Sicilia Giustino
214 6 La fortuna aiuta gli audaci Seneca
222 1 I Romani da una guerra all'altra Eutropio
222 2 Pazzia simulata di Solone Giustino
223 3 Virtù di una moglie eroica Cesare
223 4 I Belgi assaltano Bibracte Cesare
224 5 Vari tipi di recinzione per il campo Varrone
224 6 Il mito del re Midda Igino
255 La dignità del contadino Catone
262 1 Agesilao di Sparta Cornelio Nepote
262 2 Importanza della memoria Cicerone
263 3 Il sogno di Eudemo di Cipro Cicerone
263 4 Il filosofo Aristippo Vitruvio
263 5 Il sistema politico dei Galli Cesare
264 6 Come edificare la fattoria Columella
295 Nerone incendia i vicoli e gli edifici di Roma Svetonio
301 1 Disperato tentativo di difesa Cesare
302 3 Gli sfaccendati a zonzo per Roma Seneca
303 4 Esempio di humanitas dei Romani Valerio Massimo
303 5 Avere dignità di fronte al dolore Seneca
304 6 I vantaggi dell'otium in campagna Plinio il Giovane
304 7 Grande stima di Pirro per i soldati romani Eutropio
304 8 Il mausoleo di Alicarnasso Plinio il Vecchio
309 1 Le battute di un corvo parlante Macrobio
309 2 Catone tesse l'elogio della Vecchiaia Cicerone
310 3 Sogno premonitore Valerio Massimo
310 4 Cicerone invita un amico in Cilicia Cicerone
310 5 Non ha importanza il tipo di sepoltura Cicerone
327 La virtù è la vera ricchezza Cicerone
332 1 Occorre rispettare le decisioni dei magistrati Cicerone
333 2 La scomparsa della figlia di Fundano Plinio il Giovane
334 3 Modestia di Agesilao Cornelio Nepote
334 4 Una "raccomandazione" di Cicerone Cicerone
335 5 Provvedimenti di Cesare contro ufficiali indegni (dal Bellum Africanum)
335 6 Solo chi ha fame e sete mangia e beve con gusto Cicerone
339 1 I contadini sono i migliori soldati Vegezio
340 2 Cicerone scopre la tomba di Archimede Cicerone
340 3 Modestia degli antichi Greci Cornelio Nepote
341 4 Temistocle, esperto generale e abile politico Curzio Rufo
341 5 Come morì la madre di Dario Curzio Rufo
342 6 Il tempietto della dea Viriplaca Valerio Massimo
370 1 L'avaro non utilizza il suo tesoro
370 2 La sconfitta della morte (San Girolamo)
370 3 L'importanza dell'amicizia Seneca
371 4 Saggezza di Epaminonda Cornelio Nepote
371 5 L'educazione scolastica a Roma Quintiliano
371 6 E' difficile trovare veri amici Cicerone
372 7 La rivolta degli Elvezi
372 8 Cesare decide la guerra contro i Germani Cesare
372 9 La difficile arte dell'oratoria Cicerone
373 10 Annibale incita le truppe Livio
373 11 Ciro attacca la Scizia Giustino
373 12 Un Tiranno Clemente Valerio Massimo
374 13 I Romani in Britannia Cesare
378 4 Cesare prepara l'attacco Cesare
382 1 Sconforto dei Romani prima di una battaglia Cesare
385 La pazienza di Socrate Gellio
386 1 L'imperatore Tito Eutropio
386 2 Arione e il delfino Gellio
387 Fierezza eroica di Alessandro Magno Curzio Rufo
388 1 Cincinnato Livio

Cesare progetta il passaggio del Reno

Germanico bello confecto, multis de causis Caesar statuit sibi Rhenum esse transeundum, praesertim quod, cum videret Germanos tam facile impelli ut in Galliam venirent, suis quoque rebus eos timere voluit, cum intellegerent et posse et audere populi Romani exercitum Rhenum transire. Praeterea pars equitatus Usipetum et Tencterorum, quam supra commemoravi praedandi frumentandique causa Mosam transisse neque proelio interfuisse, post fugam suorum se trans Rhenum in fines Sugambrorum receperat seque cum eis coniunxerat. Ad quos cum Caesar nuntios misisset qui postularent eos qui sibi Galliaeque bellum indixissent sibi dederent, responderunt populi Romani imperium Rhenum finire; si se invito Germanos in Galliam transire non aequum existimaret, cur se imperium aut potestatem trans Rhenum habere postularet?

Terminata la guerra germanica, per molti motivi Cesare stabilì di dover passare il Reno. Di esse questa fu la più importante, che vedendo che i Germani così facilmente erano spinti a venire in Gallia, volle che essi temessero anche per i loro beni, comprendendo che l’esercito del popolo romano e poteva e osava passare il Reno.Si aggiunse anche che quella parte della cavalleria di Usipeti e Tenteri, che prima ricordai aver passato il Reno per far preda e vettovagliamento, non aveva partecipato allo scontro, dopo la fuga dei loro si era ritirata oltre il Reno nei territori dei Sugambri e si era unita con essi. Avendo Cesare mandati ambasciatori presso di loro per chiedere che gli consegnassero quelli, che avevano dichiarato guerra a lui ed alla Gallia, risposero: (che) il Reno delimitava il potere del popolo romano; se pensava che non era giusto che i Germani passassero in Gallia, lui contrario, perché pretendeva ci fosse qualcosa di potere suo e di autorità oltre il Reno?

Littera Litterae 2c esercizio 2 pag 213
Nova Lexis 2 esercizio 12 pag 106

Trimalcione e i suoi schiavi

In vestibulo servus atriensis erat, qui domus custos erat. Ingressi in triclinium, nonnullos pueros a cyatho vidimus, qui vini pocula convivis ministrabant, et alios pueros ad pedes Trimalchionis. Hic dominus erat: «Amici», inquit, «et servi homines sunt et aeque unum lactem biberunt, etiam si illos malus fatus oppresserit, Tamen; me salvo, cito aquam liberam, gustabunt: omnes illos in testamento meo manumitto. Philargyro etiam fundum lego et contubernalem suam. At Fortunatam meam heredem facio, et commendo illam omnibus amicis meis. Et haec ideo omnia publico, ut familia mea iam nunc sic me amet tamquam mortuum». Plerique gratias egerunt indulgentiae domini, cum ille exemplar testamenti iussit tradi et totum a primo ad ultimum, ingemescente familia, recitavit.

Nel vestibolo c'era un servo maggiordomo,che era il custode della casa.Entrati nel triclinio,abbiamo visto parecchi ragazzi,che servivano ai convitati delle coppe di vino e altri ragazzi stavano ai piedi di Trimalcione.Questo era il padrone:"Amici"disse,"anche gli schiavi sono uomini e hanno bevuto egualmente lo stesso latte,anche se il destino gli ha portato male.Ad ogni modo,presto berranno acqua della libertà,mentre sono ancora vivo.Nel mio testamento io li affranco tutti.A Filargiro gli lascio pure in eredità un pezzo di terra e la sua compagna.Ma faccio la mia Fortunata erede e la raccomando a tutti i miei amici.E tutte queste (disposizioni) perciò le rendo pubbliche affinchè la mia famiglia mi ami già adesso così come morto".La maggior parte esprimono le grazie per l'indulgenza del padrone quando lui,ordinò di trasmettere una copia del testamento e tutto dal primo all'ultimo recitò alla piangente famiglia.
dal Satyricon - Coena Trimalchionis

da Littera Litterae 2c pag 62 esercizio n 4
da Nova Lexis 2 pag 28 esercizio n 13

Come riconoscere l'ira

Incertum est utrum ira magis detestabile vitium sit an deforme. Cetera licet abscondere et in abdito alere: ira se ostendit et in faciem venit, quantoque maior hoc effervescit manifestius. Non vides ut omnium animalium, simul ad nocendum insurrexerunt, praecurrant notae ac tota corpora quietumque egrediantur habitum et feritatem suam exasperent? Spumant apris ora, dentes acuuntur attritu, taurorum cornua iactantur in vacuum et harena pulsu pedum spargitur, leones fremunt, inflantur irritatis colla serpentibus, rabidarum canum tristis aspectus est: nullum est animal tam horrendum perniciosumque natura ut non appareat in illo, simul ira invasit, novae feritatis accessio. Nec ignoro ceteros quoque affectus vix occultari, libidinem metumque et audaciam dare sui signa et posse praenosci; neque enim ulla vehementior intra agitatio quae nihil moveat in vultu. Quid ergo interest? Quod alii affectus apparent, hic eminet.

Non sapresti deciderti se definirla - l'ira - un difetto detestabile, o piuttosto brutto. Impossibile sapere se è un vizio più detestabile o schifoso. Tutti gli altri si possono nascondere o nutrire in segreto: l’ira si manifesta ed affiora sul volto e, quanto più è grande, tanto più apertamente ribolle. Non vedi come tutti gli animali, quando insorgono per nuocere, ne mostrano in anticipo i sintomi e tutto il loro corpo abbandona l’abituale comportamento di calma ed esaspera la connaturata ferocia? I cinghiali mandano spuma dalla bocca ed arrotano le zanne per aguzzarle, i tori danno di corno nel vuoto e spargono l’arena battendola con l’unghia, i leoni fremono, i serpenti, quando s’adirano, gonfiano il collo, le cagne rabide hanno aspetto minaccioso: non c’è animale tanto orribile o dannoso per natura, nel quale non appaia, al sopravvenire dell’ira, un nuovo aumento di ferocia.

da littera litterae 2c pag 170 n5 "I segni dell'ira"
da Nova Lexis 2 pag 20 n3