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Primi tempi del regno di Romolo

Nobilis Romulus imaginem urbis magis quam urbem fecerat: nam incolae deerant. Erat in proximo vetus lucus; Romulus eum asylum facit, et statim singularis vis hominum collecta est: Latini Tuscique pastores, quidam etiam transmarini: Phryges sub miti Aenea, Arcades sub insigni Evandro duce influxerant. Ita ex variis elementis congregavit potens corpus unum, populumque Romanum insignis rex fecit. Sed omnes viri unius aetatis erant. Itaque quia matrimonia a nationibus finitimis petiverant et non impetrabant, feroci vi ea ceperunt. Simulaverunt ludos equestres; virgines ad spectaculum venerant et praedae fuere.

Il nobile Romolo aveva creato più che una città, l'immagine di una città: infatti gli abitanti non cerano. C'era nelle vicinanze un antico bosco sacro: di questo egli fece un asilo, e subito una straordinaria quantità di uomini vi si radunava: pastori latini ed etruschi, alcuni anche venuti da oltremare, vi affluivano Frigi sotto il mite Enea, Arcadi sotto la nobile guida di Evandro. Così da elementi diversi egli aggregava un unico potente corpo, e da straordinario re formava il popolo romano. Ma erano tutti uomini di una sola generazione. Pertanto, poiché chiedevano donne in mogli dalle popolazioni vicine ma non le ottenevano, si impadronivano di loro con crudele violenza. Simulavano infatti giochi equestri, le vergini venivano allo spettacolo ed erano prede.

Nova Lexis Plus Pagina 44 Numero 32

LA GUERRA CONTRO MITRIDATE

Primus statim impetus belli Bithyniam rapuit, Asia inde pari terrore correpta est, nec cunctanter ad regem ab urbibus nostris populisque descitum est. Aderat, instabat, saevitiam quasi virtutem adhibebat: atrocissimo uno edicto omnes qui in Asia erant Romanae civitatis homines interfici iussit. Tum quidem domus, templa et arae, humana omnia atque divina iura violata sunt. Sed terror Asiae Europam quoque regi aperiebat. Itaque, mittens Archelaum Neoptolemumque praefectos, praeter Rhodum, quae pro nobis firmius stetit, ceteras Cyclades, Delos, Euboeam et Graeciae decorem Athenas tenebat. Italiam iamque urbem Romam regius terror adflabat. Itaque L. Sulla festinat, vir armis optimus, parique violentia ruentem ulterius hostem quasi manu reppulit. Primumque Athenas urbem, frugum parentem, obsidione ac fame ad humanos cibos compulit; mox subrutus est Piraei portus sex aut amplius muris cinctus.

Il primo assalto della guerra conquistò subito la Bitinia, poi con pari violenza fu travolta l’Asia e immediatamente dalle nostre città e dai popoli si passò dalla parte del re. Mitridate aveva assalito, minacciava, usava la ferocia come un valore: con un editto molto crudele stabilì che fossero uccisi tutti gli uomini che in Asia erano di cittadinanza romana. Inoltre senza dubbio furono violati abitazioni, templi e altari, tutte le leggi umane e divine. Ma il terrore dell’Asia apriva al re anche l’Europa. Quindi, mentre mandava Archelao e Neottolemo come prefetti, eccetto Rodi, che restò più saldamente dalla nostra parte, occupava le rimanenti Cicladi, Delo, Eubea e Atene bellezza della Grecia. La minaccia del re soffiava ormai sull’Italia e sulla città di Roma. Perciò L. Silla, il migliore uomo d’armi, agisce in fretta e con pari violenza respinse quasi a mano il nemico che crollò più avanti. Prima costrinse con l’assedio e la fame la città di Atene, patria di messi, a cibo umano; in seguito fu demolito il porto del Pireo che era stato cinto con sei o più mura.

Da nova lexis 1 A-D pag. 95 n ° 92