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Quanti dèi e quanti nomi!

Ioves fuerunt tres: primus in Arcadia Aetheris filius; ei etiam Aetherius cognomen fuit; is primum Solem procreavit. Secundus ibidem in Arcadia et Saturnius cognominatur; is ex Proserpina Liberum patrem procreavit, vini inventorem. Tertius Cretae Saturni et Opis filius, Optimus Maximus est appellatus. Martes fuerunt duo: primus et noster Mars seu Marspiter et aliter Mars Enyus dicitur; secundus ex Iove et Iunione. Sole fuerunt quinque: primus Iovis filius; secundus Hyperionis; tertio, Nili filio, honori Aegyptus est consecrata; quartus Rhodi genitus est; ei Zmintheus est filius; quinto Colchi filio, Circe et Medea et Phaeton filii sunt.

Giove furono tre: il primo in Arcadia figlio dell'Etere; egli ebbe anche per soprannome Etereo; egli per prima cosa procreò il Sole. Il Secondo ugualmente in Arcadia e fu soprannominato Saturnio; egli procreò da Proserpina il padre Libero, inventore del vino. Il Terzo a Creta, figlio di Saturno e di Opi, fu chiamato Ottimo Massimo. I Marte furono due: il primo e nostro Marte ovvero Padre Marte è detto anche in un altro modo Marte Enio; il secondo da Giove e Giunone. I Sole furono cinque: il primo figlio di Giove; il secondo di Iperione; in onore al terzo, figlio del Nilo, fu consacrato l'Egitto; il quarto fu generato a Rodi, ha per figlio Sminteo; il quinto, figlio di Colco, ha per figli Circe e Medea e Fetonte

Nova Lexis Plus Pagina 68 Numero 58

I segni dello zodiaco: Gemelli, Cancro, Leone e Vergine

Gemini dii Samathraces dicuntur; alli Castorem et Pollucem dicunt, quod principes mare tutum a praedonibus praestiturunt; alii dicunt Herculem et Theseum, quod similia athia habuerunt. Cancer, carcinus, receptus est inter sidera beneficio Iunonis, quod eius consilio, cum Hercules missus erat ad hydram Lernaeam ut eam interficeret, Herculis pedes et crura laniavit et eum incommodum faciebat; itaque malum Hercules difficilem habuit cancrumque ob id iuno sideribus adiecit. Leo educatus est Nemeae Iunonis consilio ad Herculis mortem; ille missus est in terram Argivam et diu in spelunca latitavit; eum Hercules interfecit cum Molorcho hospite suo; eius clavam tum principio Hercules cepit; ea leonem interfecit, eiusque pellem postea pro tegumento habuit. Ob id Iunoni in odio Hercules fuit, leonemque caelesti dignitate dea ornavit. Virgo,quam nos Iustitiam dicimus, fuit cum hominibus; sed quia homines malefaciebant, Iuppiter eam inter signa possuit Alii Erigonam Icari filiam Atheniensem dicunt: eius patri Liber vinum suum dedit, ut hominibus ad suavitatem daret: sed ei ebriati sunt et lapidibus eum occiderunt.

I Gemelli sono detti dei Samatraci; alcuni dicono che siano Castore e Polluce, poichè per primi resero il mare sicuro dai pirati; altri dicono che siano Ercole e Teseo, poiché ebbero sorti simili. Il cancro, fu accolto tra le stelle per beneficio di Giunone, poichè su suo ordine, quando Ercole era stato mandato dall'Idra Lernea per ucciderla, straziava i piedi e le gambe di Ercules, dandogli fastidio; così Ercole considerò il cancro cattivo e pericoloso e perciò Giunone lo mandò tra le stelle. Il leone fu addestrato a Nemea, su ordine di Giunone, per la morte di Ercole;esso fu mandato in terra argiva e a lungo si nascose in una caverna; Ercole lo uccise con il suo ospite Molorco; all'inizio Ercole prese la sua clava; essa uccise il leone e poi usò la sua pelle come vestito. Perciò Ercole fu in odio a Giunone ( la dea onorò il leone con una carica celeste. La Vergine, che noi chiamiamo Giustizia, abitò con gli uomini.

Nova Lexis Plus Pagina 55 Numero 47

I segni dello zodiaco: Ariete e Toro

Signa sunt in caelo duodecim. Aries beneficio Liberi inter sidera nominatur; nam, cum is suas copias in Indiam per Libyam ducebat per loca sicca et arenosa, ubi aquae deerant, et milites eius siti adfligebantur, aries eis aquam demonstravit, et ob id a Libero Iuppiter Ammon est appellatus, eique fanum magnificum fecit apud locum ubi aquam invenit. Itaque Liberus iovi dixit: <>. Sed aliorum sententia aries Hellen et Phryxum vexerat. Taurus inter sidera habetur beneficio iovis; taurum iuppiter a Neptuno fratre suo per gratiam abduxit; is iovis imperio Europam, Agenoris filiam, decepit et eam Cretam deportavit. Ob eius beneficium iuppiter in sideribus eum recepit immortali memoria.

In cielo ci sono 12 costellazioni.L'Ariete viene citato tra gli astri per intercessione di Libero; infatti,quando quello conduceva le sue truppe verso l'India, attraverso la Libia,per luoghi aridi e sabbiosi, dove le acque mancavano, e i suoi soldati erano prostrati dalla sete, un ariete indicò loro l'acqua e per questo motivo da Libero Giove fu chiamato Ammone,e a lui dedicò un magnifico tempio sul luogo in cui trovò l'acqua. pertanto Libero disse a Giove: "O padre degli dei e degli uomini, accogli l'ariete tra le stelle per il suo servigio". Ma a parere di altri l'Ariete aveva trasportato Elle e Frisso. Il Toro è ascritto tra gli astri per intercessione di Giove; Giove, col suo potere rubò un toro a suo fratello nettuno; quello,per ordine di Giove, ingannò Europa,figlia di Agenore e la trasportò a Creta. per il suo servigio,Giove lo accolse tra le stelle a eterna memoria.

Nova Lexis Plus Pagina 53 Numero 42

La divisione del popolo romano

Antiqua populi Romani distributio triplex est eamque Romulus fecit:in regem, in senatum, in populum; populus in tres tribus dividebatur: Titiensem, Luceram, Ramnetem. Secunda populi Romani distributio sub Servio Tullio rege evenit; rex eum in tribus, classes, centurias divisit variationecensus.Tertia divisio est in patronos et clientelas.

Anticamente la divisione del popolo Romano era triplice e lo stesso fece Romolo: re, senato e popolo; il popolo era diviso in tre tribù: Tiziensi, Luceri e Ramnensi. Una seconda divisione del popolo romano avvenne sotto Servio Tullio: lui re divise in tribù, classi e centurie secondo la variazione del reddito. Una terza divisione è tra patroni e clienti.

Nova Lexis Plus Pagina 46 Numero 35

Famosi re e condottieri di Sparta

Eurysthenes et procles gemini genus ab Heraclidis deducebant; ii primi spartae reges fuerunt. Lycurgus legum lator fuit; eius legibus Lacedaemonii per multos annos oboediverunt. Theopompus et Polydorus reges Messenium bellum gesserunt. Othryades vir bellator Messenio bello tropaeum suo sanguine posuit. Tyrtaeus Messenio bello ex oraculo Apollinis dux ab Atheniensibus per ludibrium missus est; poemate suo militum animos concitavit, itaque tam diuturnum proelium victoria consummabant. Leonidas dux Persicobello cum trecentis Lacedaemoniis apud Thermopylas totam vim Persici belli morte sua ac suorum comminuit. Pausanias Persico bello Mardonium praefectum Xersis cum suis copiis apud Asopum, Boeotiae flumen, debellavit; mox propter proditionis crimen a rege susceptus est et in asylum Minervae confugit et ibi fame confectus est.

Regnarono per primi su Sparta Euristene ed i suoi discendenti, tutti nati da Eraclide. Licurgo fu un famosissimo legislatore: furono rispettosi delle sue leggi per molto tempo i capi della Grecia. Messenio, durante la guerra del Tirteo, mandato come comandante dall'oracolo, rinforzava gli animi dei soldati con le sue poesie. Durante la guerra persiana Leonida dimostrò un notevole coraggio in guerra: egli infatti, insieme ad un piccolo numero di Spartani, evitò la morte a se stesso ed agli altri frenando la forza dei persiani alle Termopili. Pausania in una battaglia a piedi sconfisse le truppe persiane e liberò la Grecia dal loro dominio, mentre tutte le città erano in festa. Ma subito fu accusato di tradimento; richiamato in patria, si nascose nel tempio di Minerva, e lì soffrì la fame. Lisandro, poiché la flotta Attica era bloccata presso il fiume Ego, istituì la guerra del Peloponneso, e vintala, impose trenta tiranni. Agesilao, richiamato in una terra tanto ostile come la Grecia, guadagnò la bontà di Ateniesi e Corinzi, dopodiché, con grande dolore dei soldati greci lasciati in quella battaglia, pianse a lungo né volle più distruggere Corinto, anche se avesse potuto.

Nova Lexis Plus Pagina 43 Numero 31

I mari

Mare universum vocatur Oceanus et undique terras cingit. Oceanus et quattuor regionibus inrumpit in terras : a septentrione vocatur mare Caspium , ab oriente Persicum , a meridie Arabicum , Rubrum et Erythraeum, ad occasum magnum mare vel Atlanticum ; mare commerciis totius generis humani peragratur. Oceanus intrat in fretum Gaditanum inter montes Abinnam et Calpem ob Herculis Columnas, dein latissime simul et longissime effunditur et medium terrarum orbem inundat et nomina adquirit:mare Balearicum , quod Hispaniam adluit;Gallicum , quod Gallias tangit ; Ligusticum , quod Liguribus infunditur ; Tuscum, Tyrrhenum vel inferum , quod dextrum Italiae latus circuit; Hadriaticum, vel superum , quod sinistrum Italiae latus circuit.

Tutto il mare è chiamato oceano, e circonda le terre da ogni parte. L'oceano penetra nelle terre anche in quattro regioni: dalla parte nord si chiama mar Caspio, dalla parte orientale Persico, dalla parte sud Mar Arabico, Mar Rosso e Mar Eritreo mentre ad ovest si chiama o Grande Mare od Oceano Atlantico; il mare è solcato dai traffici commerciali dell'intero genere umano. L'Oceano entra nello stretto di Gibilterra fra i monti Abinna e Calpe attraverso le colonne d'Ercole, poi si espande allo stesso tempo con grandissima larghezza e lunghezza e bagna le terre di mezzo, e prende questi nomi : mare delle Baleari, che bagna la Spagna; mar di Gallia, che tocca le Gallie; Ligure, che bagna il territorio dei Liguri; Tosco, Tirreno o Inferiore, che delimita il lato destro dell'Italia ; Adriatico, o Superiore, che bagna la costa sinistra dell'Italia.

Nova Lexis Plus Pagina 43 Numero 30

La descrizione della terra di Ampelio

Clarae insulae in mari nostro sunt: Sicilia, Sardinia, Creta, Cypros, Euboea, Lesbos, Rhodos, Baleares, Ebusus, Corsica, Gades. In Oceano sunt ad orientem Tamprobane, ad occidentem Britannia, ad septentionem Thyle, ad meridiem Insulae Fortunatae; in Aegaeo mari clarae insulae appellantur Cyclades: Delos, Gyaros, Myconos, Andros, Paros, Olearos, Tenos, Cythnos, Melos, Naxos, Donusa; praeter eas Sporades, ceterum clarae, Aegina, Salamina, Coos, Chios, Lemnos, Samothracia; in Ionio mari sunt Echinades, Strophades, Ithaca, Cephallenia, Zacynthos; in Adriatico mari collocantur Crateae insulae, in Siculo Aeoliae, in Gallico Stoechades, in Syrtibus Cercina et Menix.

Nel nostro mare ci sono famose isola: la Sicilia, la Sardegna, Cipro, Eubea, Lesbo, Rodi, le Baleari, Ebuso, la Corsica, Cadice. Nell'Oceano ad oriente ci sono le Taprobane, verso occidente la Britannia, a settentrione Tule, a meridione le Isole Fortunate; nel mare Egeo le belle isole sono chiamate Cicladi: Delo, Giaro, Micono, Andro, Paro, Olearo, Teno, Cito, Melo, Nasso, Donusa; oltre a queste ci sono innumerevoli Sporadi, e tra le altre le più famose sono Egine, Salamina, Coo, Chio, Lemno, Samotracia; nel mar ionio ci sono Echinadi, Strofadi, Itaca, Cafalonia, Zacinto; nel mar Adriatico sono situate le isole Croate Kornati, nel mar siculo le Eolie, nel mar Gallico le Stocadi, nel mar dei Sirti Cercina e Menice

Nova Lexis Plus Pagina 38 Numero 25

La descrizione della terra di Ampelio

Clari montes in orbe terrarum sunt: Caucasus in Scythia, Libanus in Syria, Olympus in Macedonia, Hymettus in Attica, Cithaeron et Helicon in Boetia, Apenninus in Italia, Alpes inter Galliam et Italiam, Pyrenaei inter Galliam et Hispaniam, Atlans in Africa. Clara flumina in orbe terrarum fluunt: Indus, Ganges et Hydaspes in India, Tanais in Scythia, Hermus et Pactolus auriferi, Maeander et Caystrs in Lydia, Cydnus in Cilicia, Simonis et Xanthus in Phrygia, Achelous et Inachus in Epiro, Savus et Danubius in Moesia, Eridanus et Tiberinus in Italia, Timavus in Illyrico, Rhodanus in Gallia, Hiberus et Baetis in Hispania, Nilus in Aegypto, Tigris et Eufrates in Parthia Thenus in Germania.

Nel mondo ci sono monti famosi: Il caucaso in Scizia, Il Libano in Siria, L'Olimpo in Macedonia,l'Imetto in Attica, il Citerone e l'Elicone in Beozia, l'Appennino in Italia, le Alpi tra la Gallia e L'Italia, l'Atlante in Africa. Famsi fiumi scorrono sulla terra: l'Indo, il Gange e l'Idaspe in India, il Tanai in Scizia l'Ermo e il Pactolo ricchi di oro, il Meandro e il Caistro in Lidia, il cidno in Cilicia, il Simoenta e lo Xanto in Frigia, l'Acheloo e l'Inaco in Epiro, il Savo e il Danubio in Mesia, il Po e il Tevere in Italia, Il Timavo nell'Illiria, il Rodano in Gallia, l'Ebro ed il beti in Spagna, il Nilo in Egitto, Il Tigri e l'Eufrate in Persia, il Reno in Germania.

Nova Lexis Plus Pagina 38 Numero 24

La descrizione della terra di Ampelio

Orbis terrarum sub caelo in quattuor regionibus incolitur; unam regionem nos habitamus et in tres partes dividitur, totidemque nomina:Asia, inter Tanain et Nilum, Libya, inter Nilum et Gaditanum sinum; Europa est inter fretum et Tanain. In Asia antiquae gentes sunt: Indi,Seres, Persae, Medi, Parthi, Arabes, Bithyni, Phryges, Cappadoces, Cilies, Syri, Lydi. In Europa multae gentes vivunt: Schythae, Sarmatae, Germani, Daci, Moesi, Thraci, Macedones, Dalmatae, Pannoni, Illyrici, Graeci, Itali, Galli, Spani. In Libya clarae gentes sunt: Aethiopes, Mauri, Numidae, Poeni, Gaetuli, Garamantes, Nasamones, Aegyptii.

Il mondo che è sotto il cielo è abitato in 4 regioni. Una sua parte è quella in cui abitiamo noi; . Il mondo che noi abitiamo si divide in tre parti, e ha altrettanti nomi: Asia, che è tra il Tanai e il Nilo; la Libia, che è tra il Nilo e il golfo gaditano; l'Europa è fra lo stretto e il Tanai. In Asia i popoli più famosi sono: Indi, Seri, Persiani, Medi, Parti, Arabi, Bitini, Frigi, Cappadoci, Cilici, Siri e Lidi. In Europa i popoli più famoisi sono: Sciti, Sarmati, Germani, Daci, Mesi, Traci, Macedoni, Dalmati, Pannoni, Illiri, Spagnoli, Greci, Italici, Galli. In Libia i popoli più famoisi sono: Etiopi, Mauri, Numidi, Punici, Getuli, Garamanti, Nasamoni, Egizi.

Nova Lexis Plus Pagina 37 Numero 23

Tre importanti re assiri

Inter Asssyriorum reges fuit Ninus, qui primus exercitu prope totam Asiam sub se redegit et clarissimam urbem condidit Ninivem. Semiramis, nymphae cuiusdam filia, a columbis educta erat, et ipsa regina fuit, uxor Nini regis, cuius post mortem regnum ampliavit armis; Indiam quoque parum prospera expeditione temptavit. A Semiramide urbs, pulcherrima omnium quae umquam fuerunt , Babylonia constituta est supra flumn Euphratem. Sardanaplus autem Assyriorum rex fuit, at ob nimias delicias et luxuriam regnum amisit, qua re cum nonnullis ex suis venenum bibit et, igni subiecto, cum regia sua conflagravit.

Tra i re degli Assiri vi fu Nino, che per primo con l'esercito condusse sotto di sé quasi l'intera Asia e fondò la famosissima città di Ninve.
Semiramide, figlia di una ninfa, era stata allevata da colombe , anke essa stessa fu regina, moglie de re Nino, dopo la cui morte ingrandì il regno con le armi; in/con una spedizione poco favorevole attaccò anche l'india. Da Semiramide venne costruita la città di Babilonia, la più bella di tutte quelle che mai ci furono, sopra il fiume Eufrate. Poi Sardanaplo fu re degli Assiri, ma per le eccessive delizie(piaceri) e l'eccessivo lusso perse ilregno, perciò bevve del veleno assieme ad alcuni dei suoi (sott. uomini) e, dopo essere stato provocato un incendio, bruciò con la sua reggia.

da Nova Lexis 2 pag 28 esercizio n14
da Littera Litterae pag 62 esercizio n2